Da Cycling Weekly Lunedì 13 Ottobre2008 - Lionel Birnie
“L'Unione Ciclistica Internazionale(UCI) (
Union Cycliste Internationale ) ha introdotto il suo sistema di passaporto biologico all'inizio dell'anno, ma poi è stata criticata per aver fallito nell'implementare la regola riguardo la 'non-partenza' per i corridori con valori del sangue sospetti. E dopo che l'autorità francese antidoping (AFLD) ha rianalizzato i campioni di sangue presi al Tour de France e cacciato Ricardo Ricco, Leonardo Piepoli and Stefan Schumacher, la conclusione è che i Francesi stanno riuscendo là dove l'UCI sta fallendo. Ma Anne Gripper, il capo del gruppo anti-doping dell'UCI, dice che non si tratta di questo e che l'esplosione di test positivi c'è stata grazie allo spirito di cooperazione fra i vari enti. In un'intervista con Cycling Weekly Gripper spiega come è stato implementato lo schema del passaporto biologico ( biological passport scheme ) e perché chi ha fretta di risultati immediati deve avere un po' di pazienza.
Cycling Weekly: Ci può spiegare come è stato introdotto lo schema del passaporto biologico? Sembra che quest'anno, il 2008, sia stato dedicato a un enorme esercizio di raccolta dati. E' corretto dire così?
Anne Gripper Penso che sia giusto, sì. Siamo stati molto soddisfatti degli elementi del passaporto biologico che sono stati implementati così fin ora. Dobbiamo davvero molto alle 18 squadre professionistiche dell'UCI. E' su di loro che dovremmo focalizzarci, è per loro che è stato ideato il programma. Queste squadre hanno provveduto al supporto economico ma, ciò che è più importante, hanno provveduto al supporto pratico. E' stato davvero rincuorante per noi essere stati in grado di portare a termine la prima fase del programma del passaporto biologico in uno spirito di collaborazione veramente buono. Le squadre sono state capaci di spingere i loro corridori a cooperare col programma e il primo passo è stato ottenere che i corridori fornissero giornalmente le informazioni sulla loro reperibilità.
Così, tutti i corridori ingaggiati dalle 18 squadre di vertice sono adesso nel programma sulla 'reperibilità' e nel passaporto biologico?
AG Sì. Stanno fornendo queste informazioni da Gennaio. La qualità delle informazioni è andata migliorando. Ci sono corridori tecnologicamente più attrezzati che hanno preso subito la cosa per il verso giusto. Altri avevano bisogno di un aiuto maggiore, sia da parte nostra che delle loro squadre. Se un corridore può aggiornare le informazioni attraverso SMS, è molto più facile che lo faccia se va a una gara un giorno più tardi o se sta andando a riprendere i figli a scuola. Inoltre i corridori devono aggiornare il loro programma trimensile, dicendo dove saranno (per i test fuori gara), sia usando ADAMS [Anti-Doping Administration and Management System, sviluppato dalla WADA, World Anti-Doping Agency] sia i sistemi delle agenzie di analisi dei loro paesi.
Quali informazioni sono state raccolte per il passaporto?
AG Be', una volta che sappiamo dove si trovano i corridori, la seconda fase è cominciare a costruire un profilo biologico specifico per ogni corridore. Ovviamente questo prende un sacco di tempo, soprattutto se si considera che abbiamo a che fare con più di 700 corridori. Ogni volta che i campioni sono prelevati dai corridori, le informazioni sono inserite nel software del passaporto biologico ed è possibile costruire un profilo.
Noi preleviamo quattro tipi di campione: uno è il campione di sangue preso fuori competizione, per costruire un profilo ematologico. Il secondo è costituito dai campioni di sangue presi prima delle competizioni, nel corso di un grande giro o corsa a tappe o la mattina di una corsa di un giorno. Il terzo tipo è costituito dai campioni di sangue che preleviamo durante una competizione, ovvero almeno tre giorni dopo l'inizio di una gara a tappe. Da questo momento infatti gli effetti fisiologici della competizione hanno cominciato ad aver luogo. Questi sono i campioni per i parametri del sangue per il profilo ematologico di ciascun corridore.
Preleviamo anche campioni di urine durante e fuori dalle competizioni. Tutti i campioni presi fuori dalle competizioni sono testati per l'EPO, poiché allora è più probabile che venga rilevata. Alcuni campioni di urine prelevati durante le gare vengono testate per l'EPO, ma non tutti.
Che cosa state facendo con queste informazioni?
AG Al momento le informazioni vengono raccolte per il passaporto biologico ma [i risultati dei test] sono utilizzati soltanto per analisi isolate.
A quanti test è stato sottoposto ogni corridore? Quante informazioni sono state raccolte fin ora?
AG Quest'anno fin ora per i corridori di primo piano sono stati registrati sei, sette, anche otto campioni di sangue, che è un buon inizio. Ovviamente più informazioni avremo, più dettagliato sarà il quadro che potremo fare, di conseguenza l'approccio al profilo sarà pienamente convalidato e le cose andranno molto più in fretta.
Quanti corridori fanno parte del passaporto biologico?
AG Nel sistema del passaporto ci sono 749 corridori, appartenenti alle 18 squadre professionistiche dell'UCI e ad alcune altre squadre del livello inferiore [Continental].
Chi sta analizzando i dati?
AG Abbiamo un gruppo di nove esperti. I 749 profili sono divisi in modo che ogni profilo è visto da almeno un esperto. Gli esperti si sono riuniti a Buxelles a Settembre per rivedere i profili e selezionarne alcuni che a loro avviso erano in qualche modo anomali. Abbiamo discusso i vari fattori che potevano aver causato un profilo anomalo, ma ciascuno di questi profili anmali è stato messo in evidenza per essere seguito. Stiamo raccogliendo ulteriori informazioni, saranno fatti altri test, ci saranno altre analisi e poi, a quel punto, potremo avere una situazione in cui gli esperti saranno convinti che ci sia stata una manipolazione del sangue. Se sarà il caso, l'UCI chiederà che venga aperto un procedimento per violazione anti-doping contro questi corridori.
Quanti profili sospetti ci sono?
AG Non posso fornire il numero esatto. Dobbiamo essere particolarmente cauti nell'aprire casi di violazione anti-doping soltanto quando pensiamo che possano stare in piedi in sede legale. Se c'è il minimo dubbio che un caso possa non reggere, è molto meglio per noi raccogliere più dati, fare più test e costruire un quadro più ampio e un caso più forte. E' frustrante per tutti e può sembrare che avanziamo col freno a mano tirato [“strascicando i calcagni”!], ma non è così. E' frustrante non poter aprire subito casi che per noi dovrebbero chiaramente essere aperti, ma siamo cauti e pazienti poiché è di un'importanza vitale per il futuro e la credibilità del programma che i primi casi che apriamo siano inattaccabili. Così ho dovuto raccomandare la pazienza più che la rapidità. Non c'è dubbio che sia frustrante. Ci sono stati casi in cui c'era un'evidenza molto forte di manipolazione del sangue e noi ci dicevamo “Sicuramente adesso abbiamo abbastanza prove” ma abbiamo deciso di andare sul sicuro e raccogliere più dati.
E' quanto accaduto, ad esempio, in una gara come il Giro d'Italia, quando c'erano degli indizi [di doping] ma non si è potuto fare niente poiché voi non avete potuto provarlo e così certi corridori hanno potuto partire al Tour de France nonostante i sospetti? AG E' frustrante. Noi ci rassicuriamo [dicendoci] che alle grandi gare dell'anno prossimo avremo abbastanza informazioni e saremo in grado di assicurare che i corridori con un profilo anomalo non potranno partire.
Qual'è la situazione riguardo le regole sulla 'non-partenza'? Si teme che quando entraranno in vigore i corridori salteranno le gare accampando un 'maldistomaco' o il 'male a un ginocchio' perché gli è stato impedito di partire a causa di una qualche anomalia. In che cosa queste nuove regole saranno diverse dalla regola dell'ematocrito al 50%?
AG Non abbiamo applicato le regole sulla non partenza ai corridori che sono già nel programma del passaporto biologico sulla base che non era giusto applicare limiti individuali in alcuni casi e limiti relativi a una popolazione in altri fin tanto che non è stato raccolto un certo corpo di dati. Adesso che abbiamo i profili, la regola sulla non-partenza sarà basata sul confronto fra un campione raccolto immediatamente prima di una gara e il profilo individuale del corridore costruito in molti mesi. Questo ci metterà in grado di implementare una regola sulla non-partenza più accurata. Ma c'è voluto un po' a mettere insieme abbastanza campioni da avere un profilo abbastanza robusto da determinare l'ambito di variazione dei valori che ci aspetteremmo di trovare in un test condotto, diciamo, due giorni prima del Tour de France. Adesso che abbiamo campioni sufficienti, possiamo dire se un corridore ha restituito un campione di sangue che eccede i suoi limiti individuali e ciò porterà a quella che chiamiamo una 'sospensione breve'. Adesso stiamo mettendo appunto i dettagli di questa procedura. La WADA l'ha inserita nelle sue nuove regole.
Sembra una zona grigia. Un corridore cui viene impedito di partire in una gara sarà automaticamente accusato di doping.
AG Lo sport è in una situazione tale che, sì, i media concluderanno che una sospensione breve significa un sicuro caso di doping. Non siamo convinti che sia questa l'impressione che vogliamo creare, perciò dobbiamo essere molto attenti a come questa procedura viene introdotta e percepita. Ciò che stiamo dicendo è: “Ci sembra che sarebbe più giusto per gli altri corridori in questa specifica gara che questo specifico corridore non partisse, sebbene non abbiamo evidenze sufficienti per dire che c'è una chiara violazione anti-doping.” Nel caso di una regola di violazine anti-doping applicheremmo un livello di certezza del 99.9 %, mentre per applicare la regola della non-partenza mireremmo ad un livello di certezza del 99% e applicheremmo una sospensione breve di 15 giorni al fine di tutelare gli altri corridori in gara. Probabilmente la regola della 'non-partenza' diverrà pienamente operativa nel corso della prossima stagione.
Qual'è la situazione con la sostanza CERA? Ricardo Riccò è risultato positivo al Tour de France, ma altri corridori che hanno usato questa sosanza non sono risultati positivi.
AG Durante il Giro d'Italia erano apparse delle anomalie, ma non era stato possibile dichiarare un test positivo. Durante il Tour la CERA è stata individuata nel campione di urine di Riccò. Soltanto recentemente è stato validato il test per individuare la CERA nel sangue. Così i campioni del Tour de France sono stati rianalizzati per la CERA nel sangue.
Riccò ha detto che il suo dottore gli aveva assicurato che la CERA non sarebbe stata individuata.
AG La nostra sensazione è che la capacità di individuarla abbia colto alcuni corridori assolutamente di sorpresa. Questo risultato è dovuto in parte alla casa farmaceutica Roche, che ha lavorato insieme alla WADA per facilitare il lavoro di individuazione. I campioni sono stati salvati e stoccati. Il passaporto biologico sta mostrando anomalie che poi vengono seguite con test più mirati. E l'analisi sta diventando sempre più accurata. I corridori non potranno credere ancora a lungo alla favola di una fantastica droga o processo non individuabili perché la scienza dell'anti-doping sta diventando veloce quanto la scienza degli atleti che cercano delle scorciatoie.
Questa droga [CERA] è stata disponibile soltanto all'inizio dell'anno, ma da Maggio noi sapevamo che era utilizzata in ambito sportivo e da Luglio c'era un test per individuarla. Con i profili e i test individuali siamo in grado di fare test molto più mirati. Se posso fare un esempio senza nominare il corridore [è evidentemente Lele], c'era un corridore che tenevamo d'occhio fuori competizione poiché tutti i pezzi d'informazione tendevano a combaciare. Avevamo osservato i risultati dei suoi test in gara e fuori gara e benché non fosse risultato positivo sentivamo che era un caso da seguire. Poi questo corridore ha saltato una gara in cui ci si aspettava da lui un buon risultato per una tendinite. Questo accadeva pochi giorni dopo la notizia che la CERA era identificabile. Così abbiamo pensato: questo abbandono suona strano. Dato che aveva un profilo assai poco convincente, andiamo a vederlo a casa. Bingo: si trattava proprio di questo [CERA].
Avere tutte queste fonti d'informazione sta rendendo più facile focalizzare le nostre risorse, e se si ripensa al 2007 [Alexandre] Vinokourov e [Andrey] Kashechkin non avrebbero neppure cominciato il Tour se non avessero avuto il passaporto a posto. Quest'anno il passaporto ha funzionato soltanto per sei mesi, dal 2009 avremo informazioni più numerose e più affidabili.
Frank Schleck è accusato di avere fatto un pagamento al Dr Eufemiano Fuentes, ma ha continuato a correre mentre il suo ex compagno di squadra Ivan Basso è stato sospeso. Non è affatto facile tracciare una linea nella sabbia. Se risulterà che Schleck ha fatto un pagamento a Fuentes o infranto in qualche modo le regole anti-doping sarà sanzionato?
AG Questo supposto trasferimento bancario ha avuto luogo nel Marzo 2006, ovvero nell'intervallo di tempo in cui dei pagamenti bancari venivano fatti a Fuentes. Se Schleck viene trovato colpevole di una violazione delle regole anti-doping, naturalmente sarà sanzionato. Se risulterà che ha fatto ciò che hanno fatto altri, sarà sanzionato, ma non lo sapremo fino a quando non avremo maggiori informazioni. E' giusto però considerare che Schleck è stato parte del programma [Rasmus] Damsgaard fino dal 2007 e del sistema del passaporto biologico da quest'anno. Quando metti insieme questi due corpi di risultati è altamente probabile che non abbia fatto niente di sconveniente, ma ciò non significa che sfuggirebbe alla sanzione per una violazione precedente.
Il sistema legale spagnolo ha archiviato l'Operacion Puerto ma ancora non c'è stata alcuna sanzione sportiva. L'immobilismo spagnolo è l'ostacolo più grosso che l'UCI si trova attualmente ad affrontare?
AG Sì, è così. E' l'ostacolo più grosso. La WADA se n'è occupata e noi continuiamo a fare pressione sulla magistratura spagnola. Il nostro presidente Pat McQuaid è una spina nel fianco per il ministro spagnolo dello sport con le sue continue richieste di informazioni su come stanno procedendo le cose. Confidiamo di arrivare finalmente a un punto in cui le informazioni possano essere utilizzate nell'ambito della giustizia sportiva, ma si va a rilento. Il livello di incertezza riguardo alcuni corridori è molto spiacevole per tutti. In circostanze normali alcuni corridori implicati starebbero per finire di scontare la loro squalifica di due anni adesso e si preparerebbero al rientro. Invece corrono sotto una cappa d'incertezza.
In ambito sportivo, tutti noi conosciamo i brutti tempi andati, e il fatto è che i brutti tempi andati sono piuttosto recenti. Il Tour de France 2006 con il suo drammatico finale di cate bollate, prima l'Operacion Puerto e poi il caso Landis, è stato un punto di svolta significativo, uno spartiacque. E' stato un segnale di sveglia non soltanto per l'UCI ma per lo sport nel suo insieme. Fino ad allora c'erano stati approcci significativamente differenti. Non si tratta soltanto di incrementare i test, è qualcosa di più, riguarda il cambiamento della cultura nelle squadre in modo tale che siano loro a non volere il doping. Le square non hanno bisogno di cercare un aiuto illegale fuori. Tutto questo non sta accadendo da un giorno all'altro, ma nessuno ha detto che dovrebbe. Naturalmente a volte è frustrante, ma l'importante è che i risultati sono là e la gente li può vedere. Non è l'ideale che dei corridori vincano delle gare e poi risultino positvi settimane o mesi dopo, ma è la situazione in cui ci troviamo in questo momento.
In questo momento stiamo facendo il massimo sforzo. Stiamo raccogliendo più dati e facendo più test di quanto non sia mai accaduto prima nella storia dello sport. Semplicemente non abbiamo braccia e gambe per andare a casa di tutti i corridori con cadenza settimanale. Così c'è voluto tempo per raccogliere i dati e ci vorrà tempo per realizzare dei modelli e per arrivare a mostrare delle anomalie. Il passaporto biologico rappresenta un approccio diverso, non riguarda semplicemente l'individuazione di una sostanza nel sangue o nelle urine, riguarda la dimostrazione di una manipolazione. Così, se è stato frustrante aver speso tutto questo tempo per raccogliere i dati, c'è decisamente motivo di essere soddisfatti per i progressi fatti."